Currency:

shop

×

Messaggio

EU e-Privacy Directive

This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

View e-Privacy Directive Documents

View GDPR Documents

You have declined cookies. This decision can be reversed.

10. Il Neoclassicismo

Origine del Neoclassicismo

 

Artisticamente il Settecento il secolo in cui nasce lestetica moderna come disciplina autonoma che si occupa del bello e dellarte.  Gi alla fine del Seicento si era sviluppata in Francia una concezione  dellestetica, ispirata al pensiero di Cartesio, che mirava a ricondurre le arti ad alcuni principi razionali e universalmente validi: contro il cattivo gusto e le esagerazioni del Barocco si affermava che la fantasia e i sentimenti dellartista dovessero essere sottomessi al giogo della ragione e che oggetto dellarte dovesse essere il vero. Pertanto verso la met del XVIII secolo cominci a farsi avanti con insistenza lesigenza di un ritorno alla Natura, gi predicata da Rousseau, allordine, alla semplicit, alla razionalit, e soprattutto alla purezza e alla bellezza dellarte dellantichit classica. Ma un altro elemento, legato a quelli sopra ricordati, pu aiutarci a capire ancora meglio le ragioni dellaffermarsi della concezione neoclassica: nel 1711 hanno inzio i primi scavi ad Ercolano,  tra il 1720 e il 1727 quelli a Roma, sul Palatino, tra il 1724 e il 1742 a Tivoli, nella Villa Adriana. Roma diventa il luogo principale per il recupero dellantico: la citt eterna rappresenta il richiamo naturale  alla classicit per molti artisti e studiosi. Nel 1738 viene scoperta Ercolano e dieci anni pi tardi Pompei grazie alliniziativa del nuovo re di Napoli, poi Carlo III di Spagna.

Lentusiasmo per lantico venne allora a configurarsi in una molteplicit di aspetti: lintensificarsi delle campagne di scavo (Toscana, Sicilia, Grecia e Asia minore); lassidua visitazione delle memorie del passato; la fioritura del mercato e del collezionismo dantiquariato. Si introdussero inoltre la catalogazione dei materiali rinvenuti e vennero istituiti nuovi organismi per la tutela del patrimonio artistico. Larte in questo periodo assunse finalit educative allo scopo di coinvolgere maggiormente il pubblico ai grandi valori civili.

Ecco dunque il percorso che, movendo dallo spirito scientifico e razionalistico degli enciclopedisti, unendosi al ritorno alla Natura, risalendo alle fonti della bellezza classica recuperata attraverso larcheologia, port alla diffusione nella seconda met del Settecento di un nuovo gusto che coinvolse tutti i settori della produzione dalle arti maggiori fino allarredo e alla moda, il Neoclassicismo!

Neoclassicismoo Luigi XVI ?

Ingenerale oggi in Italia nel mondo dellantiquariato si tende a far coincidere ladiffusione del Neoclassicismo con lascesa al trono di Luigi XVI in Francia,nel 1774, creando cos una sorta di disinvolta interscambiabilit fra le dueterminologie se non addirittura un abusodella seconda. Amio parere, invece, non sempre corretto ricorrere alle categorie della storiafidandosi ciecamentein tutto e per tutto delle periodizzazioni correnti o prendere con tanta disinvoltura a prestito questo o quel Luigi dalla storia francese per inquadrare un certo arredo,qualunque sia la sua provenienza. Guardando al nostro paese, infatti, credo chesi possa convenire con me che se la produzione Piemontese aveva pur dei rapporti con la Francia tali da consentirne il richiamoattraverso la figura del suo sfortunato Re, cos come quella della Liguria,tributaria in parte del Piemonte e pi ancora della Toscana, quella lombarda sipresentava pi propria; quella veneta poi, ancora pi distante e cos via. Altreragioni poi non mi permettono di essere daccordo con quellopinione: primadi tutto lo stile neoclassico inFrancia cominci primadellascesa al trono di Lugi XVI e fino alla fine dell Ancien Rgime(1789) non si rinunci affatto alle frivolezze della Rocaille: basti pensareinfatti come la stessa corte francese nella figura di Madame de Pompadour primae in seguito in quella di Madame du Barry, favorite di Luigi XV, accolse eappoggi le nuove tendenze appena arrivate dallItalia, mostrando grandeinteresse per gli oggetti rinvenuti nei pi importanti scavi archeologici. Conla nomina poi nel1751 del marchese di Marigny, fratello della Pompadour, asurintendent des btiments,proprio a seguito di un viaggio che questi fece in Italia, si ridest un vivaceinteresse per le forme classiche negliarredi di corte che fino ad allora avevano rappresentato solo richiamimetaforici del potere assoluto o puri esotismi arcadici. E ancora, nel 1771, fu inaugurata la residenza diMadame du Barry, il Pavillon de Louveciennes, indiscusso esempio di stileneoclassico in Francia. Perquesti motivi mi sembra pi ragionevole concludere che in Francia ilNeoclassicismo si sia diffuso, importato dallItalia, prima edautonomamente rispetto al vero stile Luigi XVI francese e chequestultimo vi si sia inserito a suo tempo come compromesso , fra lavecchia Rocaille e il nuovo gusto italiano, rimanendo per assolutamente distinto da entrambi.

 

Lostile neoclassico del Mobile Italiano

Conil diffondersi del verbo archeologico, anche gli arredi tendono adassumere una rinnovata veste ornamentale. Tale novit ben si riconoscenellaffollarsi sulle superfici , per lo pi lineari, di elementiplastico-scultorei in omaggio allarchitettura classica: protomi, divinit,bucefali, clipei, strali, rosette, fregi militari, motivi a candelabra,foglie dacanto, modanature classiche, greche, pigne, perle, medaglioni,ovuli, rosoni e lintero pantheon decorativo greco-romano prende adornare le parti strutturali ponendosi in polemica con le ultimeesasperazioni del Barocchetto . Il nuovo stile compare inItalia senza assoluta omogeneit, secondo canoni rigidi e invalicabili, quantopiuttosto secondo interpretazioni diverse e fra loro dissimili seppurericonducibili alla stessa matrice originaria. Spesso infatti gli artisti dellegno ne diedero una libera interpretazione, specie nei primi anni, fra il 1765e il 1775, con mobili intagliati e intarsiati che presentavano forti esitazionia raddrizzare le loro curve.

Unmirabile esempio di Neoclassicismo Italiano :

Ilmobile Intarsiato di Giuseppe Maggiolini in Lombardia.

Milanofu uno dei maggiori centri del Neoclassicismo Italiano: alla sua affermazionecontribuirono artisti del calibro di Giuseppe Piermarini (1734-1808), incaricatoad esempio del restauro di Palazzo Reale nel  1769; Giuseppe Albertolli (1742-1839), collaboratore del Piermarini; ilpittore Giuseppe Levati (1738-1828).Inquesto fervore di rinnovamento vennero rimodernati gli arredi di molti palazzisignorili con pezzi neoclassici di altissima qualit e perfettoequilibrio formale, prodotti nelle migliori botteghe lombarde. Intaglio,laccatura, doratura, tecniche poco usate negli anni precedenti, giunsero ora adeguagliare le raffinatezze liguri e piemontesi. Ma il Neoclassicismolombardo trova nellarte dellintarsio la sua espressione pi tipica epreziosa, in particolare nelopera di Giuseppe Maggiolini (1738-1814).

Figliodi un guardaboschi ossia camparo del convento cistercense di S. Ambrogio aParabiago, Giuseppe Maggiolini impar a lavorare il legno nel laboratorioannesso al convento. Rimasto orfano verso i ventanni e poverissimo, apr unasua bottega dove eseguiva mobili semplici ma di fattura accuratissima, decoraticon motivi intarsiati. DonG.A.

"Cum"Mezzanzanica,un sacerdote figlio di un allievo del grande ebanista, ci ha lasciato una suapiccola biografia nella quale, tra laltro, raccontato il leggendarioinizio della sua brillante carriera.Lepisodiodovrebbe risalire al 1776, quando il pittore Giuseppe Levati e il marchesePompeo Litta, passando dalla piazza di Parabiago diretti a Lainate, nella villadel marchese alla quale stava lavorando lillustre pittore, videro alcunimobili, esposti sulla strada davanti a una bottega, forse per asciugarne lalucidatura. Il Levati volle fermarsi per esaminare quei mobili di cui ammir lalinea elegante, lesecuzione accurata, e volle conoscere il geniale artefice.GiuseppeMaggiolini fu invitato cos a Lainate per ricevere i disegni  per un cum: riusc a creare qualcosa di bellissimo che ilpittore port a Milano e fece ammirare ai suoi numerosi amici e clienti.

 

Altripittori allora in voga vollero fornirgli i loro disegni per mobili e ilMaggiolini rapidamente divenne il Maestro ebanista preferito dalle nobilifamiglie milanesi e lombarde: Melzi dEril, Borromeo, Trivulzio, Scotti,Sannazzaro, Andreani, dAdda, Belgioioso, Annoni, Ala Ponzoni, Castelli,Visconti di Modrone, Resta, Pizzoli, Milesi, Rosales, Morigia, Pallavicini,Cusani, Castiglioni, Parravicini, ... . Fu ammesso inoltre a lavorare per laCorte dellArciduca Ferdinando, governatore della Lombardia per conto di suamadre, Maria Teresa dAsburgo, imperatrice dAustria. Per la CorteMaggiolini non lavor solo come mobiliere ma anche come  parquetterista realizzando ricchi e complicati pavimenti in legno intarsiato molti dei quali purtroppo andati distrutti a seguito deibombardamenti del 1943.

Peri suoi intarsi si calcolato che abbia adoperato 86 qualit di legno,sfruttandone tutte le variet di tinte senza mai ricorrere alla colorazioneartificiale. Sapeva ottenere lombreggiatura dei particolari immergendo iminuti pezzi di lastronatura nella sabbia arroventata. Lavorava sempre sul fustodi noce; i suoi intarsi hanno uno spessore minimo di 2 millimetri e unaprecisione impressionante nel contorno; le superfici sono per lo pi lisce esono rarissimi gli esemplari che presentano motivi intagliati in rilievo.Preferiva dedicarsi a mobili che offrissero ampie superfici lineari perrealizzare veri e propri dipinti in legno. Per questo motivo rarissimesono le sue sedie o poltrone che non offrivano spazi sufficienti per ladecorazione intarsiata.Aparte le prime opere, fino al 1770, nelle quali le linee lievemente mosse sonoancora influenzate dal gusto del Barocchetto, le successive mostrano chiaramentela nuova linea neoclassica: sostegni piramidali o troncoconici, motivi acandelabra sulle lesene, facciate piatte e piani rettangolari decorati atrofei, corone, medaglioni, volute di foglie dacanto,  festoni e girali, tralci di vite, figure mitologiche greco-romane.

 

Scrivania

Frale opere definibili come sicuri capolavori va ricordata la monumentale scrivaniarealizzata per lArciduca Ferdinando.

Gli invece solo attribuito un tavolino da letto con colonna unica e pianoinclinabile, retto da un braccio snodato per lArciduchessa Beatrice.Ilperiodo che va dal 1780 al 1796 segna lapoteosi del mobile di GiuseppeMaggiolini, nominato ufficialmente ebanista delle L.L. A.A. R.R. . E ilperiodo dei suoi capolavori pi indiscussi.

Nel1796 gli austriaci lasciano temporaneamente Milano per l'arrivo delle truppe francesi guidate da Napoleone e l'attività di Maggiolini attraversa unperiodo di grave crisi, passa cio di moda. Ma  nel 1805 quando Eugenio di Beauharnais fu nominato Governatore a Milano ein occasione dellincoronazione di Napoleone a Re d'Italia compie un vero e proprio miracolo: gli fu commissionata una scrivania uguale a quella realizzata anni prima per l'Arciduca austriaco ed egli dovette eseguirla inuna settimana perch i due mobili fossero collocati en pendant ai lati del trono. Nonostante questo straordinario episodio, per, la sua attività era ormai in declino:pochi clienti commissionavano ancora mobili intarsiati preferendo ad essi la nuova moda dello stile imperiale ma Giuseppe Maggiolini non si pieg maialla trasformazione bonapartista dello stile Neoclassico. Continuò comunque a lavorare fino alla morte che sopraggiunse nel 1814 con il figlio Carlo Francesco cui lasci la bottega e pochi altri allievi fra i qualiGiovanni Maffezzoli, Vincenzo Cagliati, Gaspare Bassani e Cherubino Mezzanzanica che alla morte di Carlo Francesco ereditò tutto, compresi i disegni e i modelliper i famosi intarsi.

Se pochi furono gli allievi, innumerevoli invece gli imitatori in ogni tempo!

Contatti

  • CMB CATTANEO BRUNO MOBILI

    Via dei Celti, c.na Marianna 10/11

    20853 Biassono MB

  • +39 039 470060

    +39 348 8216786

    email: info@cmbmobili.it

  • R.E.A. Monza Brianza n.1769364

    P.IVA 04652110968

Orari

  • Lunedì - Sabato........10:00 - 12:30
  • Pomeriggio..............14:30 - 19:30
  • Domenica................Chiuso