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3. L'Umanesimo

L'Umanesimo

 

Dagli Anni Venti agli Anni Sessanta-Ottanta del Quattrocento

Ricerca del vero

Il susseguirsi di scoperte archeologiche che fin dagli inizi del Quattrocento permise di ammirare le vestigia di un mondo perduto noto a pochi eruditi, favor linsorgere di una diversa consapevolezza della storia e della spiritualit.

Con il diffondersi di una visione critica e incline al dato razionale, nel volgere di pochi anni entr in collasso la concezione mistica che aveva permeato la dottrina teocentrica medioevale, e il Dio rappresentato nelle chiese e nelle cattedrali gotiche, assunse diverso significato per lerede della romanit.

Si riscopre il valore sensuale del corpo, prima mortificato dal misticismo delleterodossia ecclesiastica, nel volgere di poco avviene limpensabile: le arti figurative rappresentano la figura umana . fino a poco prima il rogo sarebbe stato assicurato a chiunque avesse osato riprodurre una forma umana diversa dalla Trinit o da immagini di Santi.

La ricerca del vero sospinge lhomo novus allalba della rinascenza a ricercare nuovi modelli estetici, riconoscibili nellantichit classica, erede del rigore e dellarmonia della civilt greco-romana. Nel contempo, si recupera una nuova relazione con il dato naturale, ora visto come spazio misurabile e riconducibile in scala e in prospettiva.

 

Nuova concezione artistica

La scoperta di trattati di epoca romana pazientemente trascritti dagli amanuensi nel silenzio delle abbazie certosine o benedettine, permise di riacquisire informazioni credute perse per sempre. Tra i molti codici che favorirono il diffondersi della cultura umanistico-rinascimentale, ebbe importanza decisiva il De rerum architettura di Vitruvio, un trattato dove la metrica e la prospettiva architettonica dei romani disvel segreti destinati a rivoluzionare ogni concetto artistico. La caccia al codice antico divenne irrefrenabile: durante la prima met del Quattrocento molti palazzi e innumerevoli tenute furono sacrificati pur di entrare in possesso di un qualche testo di epoca classica. Ne si pu tacere il peso che ebbero la dottrina e le idee di Giorgio Gemisto Pletone (esposte al concilio di Ferrara del 1433) relativamente allimportanza delloriente bizantino e del paganesimo greco, idee che trovarono ampi consensi in Toscana e presso le corti di molte signorie italiane.

Altro elemento di rilievo il verificarsi di un fenomeno del tutto nuovo: le mutate condizioni socio-economiche consentono alle grandi famiglie della borghesia mercantile di poter emulare il fasto delle grande aristocrazia.

 

Nuovi elementi decorativi

Larredo lignario di periodo umanistico dunque profondamente intriso di valori classici, che si esprimono in primo luogo nelladozione della metrica architettonica che gi fu propria del mondo greco-romano.

Spariscono le linee spezzate o i motivi verticalizzanti per dar luogo a forme geometriche lineari, contenute entro piani ad aggetto modulare, con snelli cornicioni modanati su cinture ancora prive di cassetti, magistralmente bilanciate da basamenti a predella compatta e centinata. In un primo tempo la mobilia si veste di cornici lievemente centinate a riquadrare ante e lesene, solo in un secondo momento adotta nei cornicioni ornati a dentello o a ovulo e veste di elementi stilizzati lesene e pilastrate con capitelli e plinti a racchiudere motivi a colonna scanalata.

La nuova veste strutturale continua ad essere ornata da tarsie alla certosina che se gi furono peculiari della mobilia trecentesca, nellarredo quattrocentesco si evolsero dapprima in senso figurato per poi originare lintarsio pittorico, la cui introduzione spetta a Cristoforo e Bernardino Canozi da Lendinara.

Gi eredi di unillustre e antica famiglia di magister lignamins, i Canozi sperimentarono un sistema di tintura del legno mediante bollitura, che trov la sua prima applicazione nel coro della Basilica del Santo a Padova (1462-69).

Nella seconda met del secolo, la tarsia raffigurata fu perfezionata con lintroduzione dellelemento prospettico, una tecnica che trova il suo capo dopera nello studiolo di Federigo a Urbino, la cui esecuzione, nel 1475, spetta massimamente a Francesco di Giorgio Martini e a Baccio Pontelli.

Allornato a intarsio (eseguito in questepoca di preferenza con la tecnica a secco su appositi cartoni predisposti alluopo) ben presto si affianca la presenza di decori a pastiglia dorata (tecnica nota fin dalla fine del Trecento).

Modellata a mani libere o entro appositi stampi. Questo tipo di ornato, composto da un miscuglio di gesso e colla apposta su un tessuto preventivamente incollato - ad esempio sulla fronte di un cassone - una volta lavorato a piacimento veniva dorato e brunito. La pastiglia si prest con grande successo a reintrodurre elementi ornamentali a basso rilievo, tecnica scultorea che intorno al 1470-80 ritorn in auge anche a intaglio, sulla scia di mode veneziane, e fu preambolo indispensabile alle fortune che questa tecnica conobbe nel rinascimento.

Infine, esaminiamo brevemente il carattere che maggiormente fu distintivo e congeniale allarredo quattrocentesco profano: la decorazione pittorica, che in Italia conobbe largo seguito fin dal Duecento.

Inun primo tempo, fu il cassone a vestirsi di scenografie pittoriche di soggettoaffine al nuovi gusti umanistici, ritratti realistici, novelle del Decamerone,episodi di vita amorosa e virtuosa, allegorie mitologiche, cortei nuziali,scenari di vita reale e ideale riquadrati entro partiture a rilievi in pastigliao entro fregi architettonici, sempre dipinti a tempera con studiati effetti atrompe-loeil. Grandi nomi di pittori legarono la propria vicenda artisticaalla storia del mobile, tra i molti: Paolo Uccello, Sandro Botticelli, AntonioPollaiolo, Domenico Ghirlandaio, Jacopo del Sellaio, Filippo Lippi.

Lapittura a tempera si prest meglio dogni altra tecnica a risolvere leproblematiche insite a riprodurre gli effetti delle leggi prospettiche, dalcassone quindi si pass a istoriare credenze, stipi, armadi, letti, generandouna mobilia informata strutturalmente alle regole metriche gi proprie delrinascimento, e tuttavia ornate con quel sublime naturalismo espressivo, la cuicompostezza e armonia mai fu pi eguagliata. Per pi ragioni, potremmoaffermare che lUmanesimo fu colorismo-plastico, mentre il Rinascimento fuplasticismo-scultoreo.

Essenze in uso

Lamobilia di questo periodo conosce un pi esteso utilizzo di variet lignee:noce, quercia, rovere e anche castagno, olmo, pioppo, abete, larice, leccio,cipresso. I tagli consentono spessori di circa 3cm, con assi spianate da segaccia due mani, poi lavorate da lame, sgorbie e pialle, per essere poi levigate apietra dagata o pelle di pescecane; generalmente le parti non a vista sonosgrossate con la sola sgorbia. In questo periodo si diffonde luso di servirsidi diverse tipologie lignee tra esterni, ossatura e parti dello scheletro.Spariscono dalle pilastrate anteriori gli incastri tra fronte e fianchi, ora pifacilmente assemblati con chiodature (ancora a testa quadra irregolare) poicelate da paraste o cornici centinate, si verifica il fiorire di una fortedifferenziazione delle chiodature che assumono diverse misure in ragione dellaspecificit a cui verranno preposte. Diviene normale limpiego di colleanimali. A partire dal 1450-60, si diffonde luso di tornire la mobilia.

Lecorporazioni, anche in questa fase storica, prevedono statuti che obbligano ilegnaioli a realizzare arredi di tipo foggiato con tagli di legno a spessoreunico, privi di cornici e listelli (idonee a celare giunture o placcature). Solocon lavvenuto pagamento di una tassa di cinque soldi il marangone potevaoperare assolvendo in appieno esigenze specifiche, legate al gusto dellacommittenza.

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