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2. L'Evo Gotico

L'Evo Gotico
Dalla metà del XII secolo fin oltre il chiudersi del XV sec.

 

Quadro storico

Nel Medioevo, la semplicità e la frugalità che caratterizzarono la vita e la precarietà per le lotte e le insidie di ogni genere non favorirono la produzione di arredi domestici tali da essere conservati con particolare riguardo, condizione indispensabile perch potessero essere sottratti agli inevitabili danni delluso quotidiano e degli agenti che aggrediscono il legno - umidità, muffe e tarli - per giungere sino a noi.

 

A peggiorare questa gi grave situazione non deve essere stato estraneo il giudizio del Vasari che, nel Cinquecento, ebbe a definire la produzione medioevale come il frutto di un gusto barbaro, giungendo a etichettarlo con il termine gotico, sinonimo dispregiativo che si perpetrato sino ai giorni nostri a designare quella mobilia realizzata tra il XII e Il XV secolo.

Ben poco, di questi tempi ormai remoti giunto ai nostri giorni. Gli esemplari documenti di arredi medioevali ci sono noti in massima parte grazie alle testimonianze visive reperibili nei pur numerosi codici miniati originariamente custoditi nelle biblioteche abbaziali o grazie ad affreschi coevi, sovente lacunosi.

 

Architettura e le arti

Intorno alla met del XII secolo, fenomeni congiunti di stabilizzazione socio-economica portarono al rifiorire delle attivit commerciali e edilizie, contribuendo alla formazione di poli cittadini di portata significativa. Fu per lEuropa il primo risveglio, da un letargo che perdurava fin dal crollo dellImpero Romano, nel lontano 476 d.C.

E in particolare nell'Ile-de-France che germogliano i semi di quel vasto movimento artistico e culturale che oggi denominiamo come Evo Gotico. In parte origina dallo strapotere che larchitettura assunse in relazione alla pittura, alla scultura o alle arti decorative, anche se bene tenere presente che nel medioevo non si ravvisa alcuna distinzione tra architettura e arti applicate: sono entrambe artes mechanicae (solo nel Cinquecento si opera la distinzione tra arti maggiori e arti minori).

 

Ebbene, l'introduzione di elementi quali l'arco a sesto acuto, volte a crociera innervate su potenti costoloni, contrafforti e archi rampanti o soffitti a vela, edificati nell'ossequio di una diversa logica statica e estetica, decretò una nuova formulazione visiva che nei fatti diede forza motrice al concetto primario di verticalizzazione formale, ponendo le basi per una moderna chiave di lettura della rappresentazione dell'Arte.

 

Dal primo esempio del coro di Saint-Denis (1140-44) e fino alle cattedrali di Reims, di Chartres e di Notre-Dame a Parigi, fu certo la Francia che si rese protagonista di questo primo gotico di stile severo, che non tardò a trovare larga diffusione in Germania per poi lambire la nostra penisola, che tuttavia, in ragione di radicate sopravvivenze romaniche e bizantine, mai recep con diffusione integrale il nuovo verbo stilistico, anche in ragione del fatto comprovato che nel medioevo l'arredo italico fu di preferenza dipinto piuttosto che intagliato; questa una considerazione apparentemente innocua, ma tra gli elementi che pi avanti ebbero a favorire lo straordinario successo dellUmanesimo, piattaforma che di li a poco originò il Rinascimento.

 

Mi si consenta unulteriore precisazione relativamente all'introduzione dell'arco a sesto acuto: non pienamente accertato se tale innovazione germin in ragione di secolari rapporti con loriente islamico o pi verosimilmente fu recepito dopo la conquista normanna dellItalia meridionale e della Sicilia nellXI secolo.

 

Le arti decorative, e con esse il mobile, seguirono passo passo lo sviluppo dellarchitettura, assumendo come note caratteristiche timbri di leggerezza e di decorativismo verticalizzante, sviluppando una certa qual eleganza formale che in breve port la mobilia a meglio definirne e differenziarne la funzione specifica di oggetti duso.

Diffusione dell'arte lignaria

In un primo tempo larte lignaria fu predominio dei laboratori dei conventi o dei cantieri delle grandi cattedrali, fenomeno che origin la consuetudine per le maestranze specializzate in carpenteria - quali i magister lignaminis e le loro botteghe - di itinerare con spostamenti geografici anche significativi, con la conseguenza in questa prima fase, di originare uno stile omogeneo, una sorta di koin figurativa. In seguito - tra il Duecento e il Trecento - laffermarsi di nuove classi sociali quali laristocrazia e una ricca borghesia cittadina, incrementarono la richiesta di arti applicate, e finirono per agevolare linsorgere di nuove cellule operative, pienamente regolamentate nei vari ordinamenti delle corporazioni artigiane.

 

E in questo secondo momento formativo che si deve ricercare nellarredo lorigine di un linguaggio figurativo differenziato: tra citt e citt si rileva una netta distinzione formale e costruttiva, che, almeno per quanto pertiene lItalia, diviene coerente e individuabile solo verso la fine del XIV secolo.

 

Tipologie di Mobili

La nascita delle corporazioni in un tempo a noi cos lontano ci consente di verificare come nella sostanza il mobile in assoluto pi diffuso fosse il cassone.

Illuminante in tal senso apprendere che nel 1254 Etienne Boileau, prevosto di Parigi, nel riorganizzare il sistema delle corporazioni cittadine, scisse in diverse categorie i falegnami dai costruttori di cassoni. E fenomeno peraltro spiegabile se si pensa che in questepoca, almeno per quanto riguarda larredo laico, si badi in primo luogo alla praticit e alla trasportabilit di un bene, nel caso specifico il cassone dimpiego polivalente: funge da sedile, da tavolo, da contenitore di vestiario, di masserizie o beni preziosi, da letto e perfino da bara. Pari esigenze funzionali limitarono ladozione di tavoli, composti da semplici assi che alla bisogna poggiavano su cavalletti poi velocemente asportabili.

Tra il XII e il XIII secolo sono i soli contesti chiesastici ad avere i propri arredi integralmente lignei e in buona parte strutturati nelle tipologie perpetuate fino ai giorni nostri: nelle basiliche e nelle cattedrali si potevano ammirare pulpiti e cattedre sovente di dimensioni monumentali, con cori a grandi emicicli di postergali appaiati, al cui centro campeggia il caratteristico badalone munito di colombaia a leggio, ne mancano panche, sedili, segette e grandi credenze porta paramenti.

 

Le biblioteche sono affollate di tabulae scriptorialis, di armadi preposti alla custodia delle pergamene o di codici miniati, e altro ancora. Sono tempi, come gi si detto, che produssero mobilia nella caratteristica foggia che propria dello Stile Severo: struttura verticalizzante ma di forma pulita e lineare, ingentilita da lievi decori a rosetta o ad archetto, con fasciame ornato da moderate centinature o al pi con specchiature animate da motivi a pergamena o a graticcio.

 

Se come si detto il contributo che larchitettura determin nellevoluzione strutturale del mobile Gotico Severo risulta evidente, nondimeno larte orafa ebbe parte incisiva nel processo che lentamente trasform lo Stile Severo in Gotico Internazionale Fiorito.

Tra il XIII e il XIV secolo, larte metallurgica conobbe straordinaria fortuna, imputabile alla committenza ecclesiastica che in quei secoli lontani rivolse singolare attenzione nellostentare entro adeguati contenitori insigni reliquie.

Il reliquiario acquis nel tempo sempre maggior ricchezza: plasmato in oro o argento, ornato da smalti cloisonn o champlev, impreziosito da niello o ageminato alla damaschina, rifinito a sbalzo e a traforo, a cesello o a bulino. Arche, pissidi, ostensori, calici e quantaltro in breve vide le proprie superfici ornarsi di svolazzanti pinnacoli, finestrelle archiacute, figure a tutto tondo, con una magnificenza senza pari.

 

Nel contempo, anche gli edifici decorarono timpani, pinnacoli e trabeazioni con scultorei ornati a valenza floreale o zoomorfa. Analogo processo fu in breve assimilato dai maestri dascia, che ben presto si differenziarono anche nella specialit dellintaglio, in un primo tempo a bassorilievo minuto e raffinatissimo, sempre ispirato a stilemi ad archetti a sesto acuto, a singola monofora, a bifora e finanche a trifora, e ancora pinnacoli, cuspidi, ogive, clipei (mutuati dai rosoni delle facciate delle cattedrali), losanghe, nodi di Salomone, girali spiraliformi o intrecci a graticcio, un repertorio figurativo vivacizzato da ornati desinenti in forma di svolazzi fiammeggianti di foglie dacanto stilizzate, disposte talvolta a perimetrare blasoni araldici.

 

Questa rivoluzione ornamentale avviene agli albori del secolo XIII, determinando la fine della fase detta di Gotico Severo, ove la mobilia era ancora per lo pi di tipo foggiato e priva di elementi ornamentali, per dar cos luogo alla forma gotica detta di Stile Internazionale o Fiorito, la cui fortuna dovuta in gran parte a mode veneziane, citt ove fu possibile maturare un pi stretto rapporto con la civilt orientale, incline a rappresentare forme a stilizzazione floreale di singolare ricchezza. Solo sul fare del Quattrocento, si assiste allintroduzione anche nellarredo lignario di elementi plastico-scultorei a tutto tondo, bench in Italia di norma si prefer la coabitazione tra ornato a intaglio e pittura

 

In puro stile gotico fiorito il celebre coro realizzato da maestro Giovanni da Baisio nel 1384 nella chiesa di San Domenico a Ferrara, su commissione di Tommasina Guarmonti, moglie di Azzo dEste. E questo nellItalia settentrionale il pi antico e meglio conservato apparato ligneo pergiunto ai nostri giorni.

Tra la fine del XIV e la prima met del XV secolo trov diffusione (e fu un fenomeno specificatamente italiano) la tecnica dellintarsio mediante utilizzo di tessere lignee disposte a effetto geometrico. Sebbene questa tipologia ornamentale sia nota come tarsia alla certosina, deve con ogni probabilit la sua origine ad artigiani moreschi attivi in Spagna, poi costretti a emigrare in Italia e pi probabilmente in terra lombarda.

 

Dapprima trov impiego nellarredo ecclesiastico, per poi diffondersi anche alla committenza profana, presso la quale fu di gran moda fino alla fine del XV secolo. Larte dellintarsio in questa fase storica coloristicamente ravvivata dai soli effetti chiaroscurali che si ottengono dalla disposizione alternata di legni chiari e scuri, con ombreggiature poi rifinite a tecnica pirografica (annerendo il legno con un ferro rovente). Di questarte ci restano numerosi e insigni esempi, in particolare legati ai grandi cori a tuttoggi visibili a decine. In periodo tardogotico, la tarsia si orient verso mode veneziane-damascene, favorendo lincrostazione di elementi eburnei, come nei celebri esempi di preziosi cofanetti dovuti alla bottega degli Embriachi.

 

Tecniche di Costruzione

La mobilia gotica caratterizzata da una struttura massiccia, con parti lignee tagliate a forte spessore (solo agli inizi del Trecento ad Augusta fu introdotta la sega ad acqua, uninnovazione che permise lesecuzione di mobilia di pi leggere proporzioni in virt delle mutate possibilit di tagli di circa 4-5cm.) con superfici a vista sgrossate a stondino e rese lisce dalluso del vetro o della pietra pomice.

 

I legni utilizzati per l'ossatura e lo scafo furono generalmente il noce, la quercia, il castagno, allora reperibili in grande quantità, tagliati in luna calante e stagionati a lungo, espedienti che certo limitarono linsorgere di tarlo attivo.

Le diverse parti lignee vengono assemblate lungo le pilastrate da incastri a coda di rondine di consistente dimensione, o trattenute da chiodature a bironcino ligneo transconico o più raramente con utilizzo di chiodature ferree (a testa quadra irregolare).

 

Mensole e ripiani interni sono fissati a scassi rifilati entro le superfici interne dei fianchi, con frequenza si osservano schiene che presentano le assi appaiate lun laltra grazie a innesti a maschio e femmina opportunamente predisposti, e ancora si visto come pi tipologie darredo venissero costruite con montanti verticali interni agli angoli che, nel loro prolungarsi verso il basso, fuoriuscivano formando i piedi, conferendo così al mobile una maggior difesa dallumidit.

La colla nel mobile gotico non trova significativa applicazione se non per casuali applicazioni in cuoio o tela dipinta su parti lisce.

Il mobile infine lucidato con olio di lino e cera.

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